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Guide per caso: Isole della Grecia

Isole della Grecia: Guide per caso
03/05/08 16:45:33 - Di (daniluca)

La guida di quest'area è: Daniluca

Informazioni per ISOLE DELLA GRECIA

ISOLE DELLA GRECIA

Guide per ISOLE DELLA GRECIA

Inviato il 08/02/10 20:24:39

daniluca

 
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Messaggio n° 555812

Gythio Kissamos siamo sulle ore...Dal Pireo varia a seconda dei porti..il + vicino è Hania..ci impiega dalle 6 alle 9 ore.

Rodi è mooooooolto più lontana dal Pireo..metti in conto almeno 15 ore!

Si si assolutamente..poi fammi saxe x l'indonesia..magari in pvt..mentre qua sul forum cosa decidi!
Baci!

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Inviato il 07/02/10 17:24:00

lafi

 
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Messaggio n° 555755

Eh lo so che è presto x prenotare ma volevo rendermi conto dei tempi e costi. Sì andrò a Walea una settimana dopo la metà di marzo con passaggio a Singapore, ti racconterò al ritorno. Ci sentiamo magari per qualche consiglio su Creta. Ero indecisa su Creta o Rodi se si deve andare al Pireo. Ci penserò. ciao Laura

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Inviato il 06/02/10 18:06:10

daniluca

 
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Messaggio n° 555732

Si x agosto è prestissimo....un pò troppo..di solito x luglio agosto escono verso aprile...;-)

ps ho letto ke va in Indonesia!! Ke bello, quando parti????

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Inviato il 06/02/10 17:14:31

lafi

 
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Messaggio n° 555731

Grazie Dani, grazie Ishtar, ho provato con Anen ma non riesco ad andare avanti oltre al nome del porto, magari proverò più avanti, forse sono traghetti stagionali o il sito è in ristrutturazione. grazie comunque. ciao

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Inviato il 06/02/10 14:39:56

daniluca

 
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Messaggio n° 555721

X Ishtar

Mi sono dimenticata di risponderti su Astipalea, l'isola a forma di farfalla.
Dunque..ci sono opinioni e parareri diversi...x alcuni (pochi) è davvero molto bella, x tanti altri no.
Sarò sincera..non ha mai attirato le mie attenzioni x le spiagge...le ho viste su diversi siti ma non mi hanno mai attirato particolarmente...

Sicuramente è un'isola molto interessante.
Per farti un'idea:
- http://www.astypalaia.gr/files/pics.htm
- http://www.greeka.com/dodecanese/astypalea/astypalea-beaches.htm
- http://www.astypalaia.com/pictures/pictures_round_the_island.php
- http://www.astypalea.net/island-fotos/1e.htm

Tienimi aggiornata!! Ciao!!!

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Inviato il 06/02/10 14:32:45

daniluca

 
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Messaggio n° 555720

La sfida di Papandreu nella Grecia dei corrotti

GUIDO RAMPOLDI

La sfida di Papandreu nella Grecia dei corrotti
ATENE - In città la crisi ancora non si vede, impalpabile come un'inquietudine. Ma fuori, dove comincia la campagna, le banche e le concessionarie continuano a comprare lotti per ammassare le automobili sequestrate a debitori insolventi.

Ogni mese più vasta, quella distesa di lamiere scintillanti è il camposanto delle illusioni greche. Sette anni di boom, poi la crisi della finanza internazionale, la recessione, l'improvvisa scoperta che il Paese è molto più indebitato di quanto indicassero i conti truccati dell'istituto centrale di statistica. E adesso, la pena: entro tre anni la Grecia dovrà abbattere il deficit dal 13 al 3%. Sarebbe un'impresa ciclopica perfino per un governo che avesse alle spalle una società disciplinata e uno Stato efficiente, insomma tutt'altra nazione. Se Atene non riuscisse? Da due settimane questo dubbio provoca violenti attacchi depressivi ai mercati finanziari e tetri entusiasmi nelle destre euroscettiche.

In greco antico, così come in cinese mandarino, "crisi" ha un significato doppio. Indica sofferenza, disorientamento; ma anche opportunità, potenzialità evolutiva. Anche questa crisi ha due facce. Su un lato, gli oracoli pronosticano sventura. Dalle agenzie di rating ai giornali della City e di Wall Street è tutto un declassare, uno scuotere la testa per questa Grecia retrocessa in serie B (BBB+ è il recente rating che le ha assegnato Fitch) e adesso capomandria degli altri tre "maiali", PIGS, l'acronimo sprezzante col quale gli analisti anglosassoni indicano quelle economie in affanno dell'area Euro che due giorni fa hanno gettato nel panico le Borse: oltre la Grecia, Portogallo, Spagna e Irlanda. Eppure questo precipizio comporta almeno un vantaggio per i greci: finalmente sono costretti a guardarsi allo specchio e tentare di correggersi. Ha dato l'esempio il primo ministro, il socialista Papandreu.


Avrebbe potuto addossare ogni colpa al governo precedente, una destra bruciata dagli scandali e sconfitta nelle elezioni di ottobre. Invece ha chiamato le cose con il loro nome. La crisi greca, ha detto il premier, è un prodotto innanzitutto della "corruzione" che appesta l'amministrazione pubblica ad ogni livello. Come se attendesse di sentire da anni quelle parole, tutta la Grecia ha annuito. E il consenso è stato così unanime che adesso il politologo Thedore Coloumbis vede la possibilità di riformare tanto uno Stato elefantiaco e inefficiente quanto la cultura che lo ha prodotto - la cultura del favore, della clientela, della bustarella, dell'eterno ricorso alle "conoscenze" per ottenere un impiego, una cattedra, un'esenzione. Ma l'ottimismo di Coloumbis è tenue, circospetto. Se quella cultura è così diffusa, se pervade, come ora si ammette, la mentalità greca, può una società autoriformarsi? Forse. Se ne va del suo futuro ("Cambiare o affondare", avverte Papandreu). E se il governo può forzarla adducendo una ineludibile pressione esterna, in questo caso la pressione dell'Unione europea.

Però quando si tratterà di decidere concretamente come ripartire i costi di una manovra economica ineludibile, neppure quell'additare vincoli esterni e prospettive di naufragio convincerà ceti e categorie a smontare le barricate che stanno preparando. Con il conforto del suo amico Joseph Stiglitz, Nobel per l'economia, Papandreu vorrebbe sottrarsi ad un'applicazione rigida della ricetta tradizionale suggerita dalla Banca centrale europea, "più tasse, meno salario". Però deve muovere in quella direzione. "Se riuscisse a tassare appena un quinto dell'economia sommersa, grossomodo il 25% dell'economia reale, sarebbe già a buon punto", mi dice l'economista George Pagoulatos. Ma per quanto il governo stia cercando di restituire efficienza a ispettorati fiscali distratti o corruttibili, neppure l'ottimista Pagoulatos si attende di vedere salpare per le Bahamas la bianca flotta di panfili attraccata al Pireo, tanto vistosa quanto invisibile al fisco (su una popolazione di undici milioni, solo cinquemila contribuenti ammettono un reddito superiore ai centomila euro). Le inquietudini che dovrebbero scompigliare la quiete dei porticcioli turistici agitano semmai le amministrazione pubbliche. Spesso disorganizzate e inette, quasi tutte pletoriche, impiegano un quinto della forza-lavoro greca. Rappresentano il grande serbatoio elettorale del partito socialista, e anche per questo non sono insorte quando sono trapelate le intenzioni del governo: sostituire soltanto un quinto dei dipendenti che vanno in pensione, limare i sussidi che oggi contano per un 20-30% dei salari nel pubblico impiego.

Ma quando Papandreu passerà dai proclami ai fatti, quando comincerà a toccare davvero pensioni e stipendi per restituire competitività all'economia, le reazioni saranno meno flemmatiche. E in Grecia le proteste sociali di solito non si esauriscono in una giornata di sciopero. Lo dimostrano gli agricoltori: lasciati i campi ai kapò albanesi e ai braccianti afgani, da tre settimane bloccano con i loro trattori la prima autostrada greca. Terranno il Paese spezzato in due, promettono, fin quando non avranno i sussidi che esigono.

Dunque non è detto che Papandreu riuscirà a salvare la Grecia da se stessa.
In quel caso chi pagherà il conto delle cicale? Gli altri, pensano non pochi greci. Gli stranieri. Noi?

Gli unici stranieri che finora hanno messo mano al portafogli sono i cinesi. Considerano la Grecia un buon punto d'ingresso in Europa. Da ottobre la loro Cosco Pacific gestisce le due banchine- containers del Pireo, di cui avrà per 35 anni il controllo totale (sarà dunque Cosco a decidere chi può attraccare e chi no). I cinesi sono entrati con il sorriso, hanno ridotto il personale con liquidazioni principesche, e celebrato la fraternità sino-ellenica con una grande festa portuale in occasione del capodanno ortodosso. Cortesi, amichevoli. Vigili. In gennaio avrebbero studiato l'opportunità di acquistare titoli del Tesoro greco per 25 miliardi di dollari (lo ha scritto il Financial Times, Atene ha smentito). Secondo siti ben informati come maritimenet. eu, l'accordo è sfumato quando Pechino ha chiesto una quota azionaria nella prima banca greca. A Papandreu non sarebbe andata giù l'idea di condividere con il partito comunista cinese uno dei principali strumenti della politica finanziaria ellenica.

Esatte o no, queste voci confermano che la crisi greca ormai è una questione di grande rilevanza internazionale. Se da qui al 2012 Papandreu non riuscisse a ridurre il deficit al 3% del Pil, gli altri quindici membri dell'Euro-zona sarebbero chiamati a decidere se scaricare Atene oppure pagare, sia pure nella forma di un prestito, i debiti che i greci non hanno voluto onorare.

Alternativa che si porrebbe anche ai 27 dell'Unione, poiché l'articolo 122 del Trattato europeo impegna i Paesi-membri ad assicurare assistenza finanziaria a chi di loro fosse "in gravi difficoltà causate da (...) eventi eccezionali". Se stiamo alle dichiarazioni ufficiali, gli europei lasceranno affondare la Grecia nei suoi peccati. Faranno spallucce. Non alzeranno un dito per salvarla. I tedeschi lo hanno ripetuto per giorni, e con parole inequivoche (il ministro delle Finanze Shäuble: i greci hanno vissuto "ben al di là dei loro mezzi, e adesso non possiamo essere noi a pagare"). Ma quanto più ricorrono questi moniti rudi, queste asprezze verbali, tanto più la Grecia furba ammicca e si dà di gomito. E forse ha ragione. L'Europa non può mollare Atene. La sua insolvenza danneggerebbe non poco le grandi banche occidentali, soprattutto tedesche, che detengono circa il 40% del debito estero greco. E l'espulsione della Grecia dal club dell'Euro metterebbe in serie difficoltà un progetto sul quale l'investimento politico è stato enorme. Dunque alla fine l'Europa interverrà. Prenderà sotto tutela il governo socialista e Papandreu sarà travolto dal fiasco: però i suoi custodi europei eviteranno alla Grecia la bancarotta.
Ma se tutto questo oggi è molto verosimile, domani potrebbe non esserlo più. Nel corral degli sventurati PIGS la Grecia è una creatura relativamente piccina, appena il 4% del Pil europeo.

Salvarla è possibile. Ma se si ammalasse gravemente anche la Spagna, che ha un deficit alto e in questi giorni sconta anch'essa la sfiducia dei mercati, chi baderebbe alle difficoltà della Grecia? Chi le farebbe scudo se partisse un'operazione in grande stile per dissanguarla? Papandreu ne ha intravisto le prove generali in gennaio, quando i mercati hanno portato gli interessi pagati dai buoni del Tesoro greco al livello dei Bot ucraini. E' in corso, ha detto il premier, "un attacco all'Euro-zona" mosso da "interessi politici e finanziari che individuano alcuni Paesi come anelli deboli". Il dito pareva puntato contro destre euroscettiche e liberisti angloamericani. I cow-boys che all'occorrenza potrebbero spingere contro l'euro e l'Europa politica quelle mandrie imbizzarrite che sono i mercati finanziari.
Ammesso e non concesso che questa cospirazione sia nell'orizzonte delle possibilità, sta ai greci sventarla. Il governo avrebbe allo studio, quale misura straordinaria, un buono del Tesoro "Pro-Patria". Ma ancora più patriottica sarebbe una riforma che trasformasse lo Stato, da erogatore di posti e di favori, a erogatore di servizi efficienti. Ristrutturare lo Stato mentre si tagliano i conti pubblici è come allenare un obeso a correre i 100 metri. Difficile attendersi un buon risultato. Eppure questa è la sfida greca.

Converrà studiarne l'evoluzione. Per quanto grandi siano le differenza che le dividono, Grecia e Italia hanno qualcosa in comune: nella classifica 2008 della corruzione nell'Europa maggiore stilata da Transparency, condividono la vetta (la Grecia è prima, l'Italia seconda).

Trasparency misura la percezione della corruzione, non la corruzione. Ma la percezione dei greci non dev'essere sbagliata se adesso governo e opposizione la convalidano. E' esatta anche la percezione italiana? Certamente è sommario e ingiusto ritenere "estremamente corrotti" i dipendenti pubblici. Ma se il 32% degli italiani (il 30% dei greci) pensa così, evidentemente il problema è serio. Se il 69% degli italiani giudica inefficace la politica del governo contro la corruzione, val la pena di chiedersi se governo non sia inadeguato. E se una percentuale cospicua di italiani ritiene i giornalisti corrotti ("estremamente corrotti" per il 16%) non sarà il caso di cominciare a farsi qualche domanda?

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Inviato il 06/02/10 09:20:01

daniluca

 
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Messaggio n° 555707

Sono pronti a tutto come i 300 Spartiati guidati da re Leonida che fermarono i persiani alle Termopili. Ma non sono guerrieri, sono gli agricoltori greci che coi loro trattori stanno mettendo in ginocchio il Paese. Per far fronte alla grave crisi economica chiedono 350 milioni di euro di risarcimenti
Hanno bloccato il passo delle Termopili, come i 300 Spartiati guidati da re Leonida per fermare gli invasori Persiani nel 480 a.C. Hanno tagliato la Grecia in due, impedendo la circolazione di automobili private e camion sull’autostrada che da Lamia va ad Anfissa, nel cuore nevralgico del Paese. Ma sono molto più di 300 guerrieri pronti a tutto, gli agricoltori ellenici inferociti. Di giorno in giorno aumenta il numero delle superstrade, degli aeroporti e dei posti di confine presidiati dalla loro rivolta cominciata il 15 gennaio e ancora in pieno corso. La loro arma? I trattori che, schierati in formazione di battaglia in lunghissime file, hanno finora bloccato 23 nodi stradali strategici da Creta all’Epiro. Ci sono tutti. Dai produttori del profumato olio della Calcidica ai coltivatori del cotone tessalo. Dai lavoratori del tabacco della Tracia ai proprietari delle serre cretesi che assicurano in febbraio a mezza Europa primizie come pomodori e cetrioli.

Sono scesi sul piede di guerra come già avevano fatto l’anno scorso, quando avevano assediato la capitale Atene. Ma ora la crisi morde feroce e ha dimezzato i prezzi all’ingrosso mentre, a causa della catena di distribuzione, i prezzi al dettaglio nei supermercati sono rimasti invariati. E i guadagni degli agricoltori sono precipitati.

Così gli uomini della terra e delle fattorie sono tornati a far ruggire i loro trattori sulle strade, a costo di rischiare incidenti diplomatici con i Paesi confinanti e sanzioni, “per impedimento alla libera circolazione dei beni e delle persone” (come ha detto recentemente il presidente della Commissione Ue Manuel Barroso), nei confronti di un Paese che già è “tenuto sotto stretto controllo” da parte dell’Unione europea per le sue finanze statali da brivido.

“Non ci sono soldi per nessuno” continua a ripetere ai contadini il ministro dello Sviluppo Agricolo Katerina Bazeli che deve gestire, insieme al resto del governo guidato dal socialista Georghios Papandreu, uno scenario che ha fatto addirittura ipotizzare agli analisti l’uscita della Grecia dall’euroclub: 12,7% il deficit sul Pil mentre il debito del Paese sul Pil marcia dal 99% del 2008 al 135% del 2011, con i titoli di Stato decennali greci a tassi d’interesse che schizzano, per il loro alto rischio, a più di 4 punti sui tassi dei titoli decennali tedeschi.

Ma a Ghiannis Voghiatzis, portavoce degli agricoltori macedoni che giovedì 4 febbraio hanno bloccato l’accesso all’aeroporto di Salonicco dalle strade circostanti, della crisi economica “scatenata dalle banche e dal capitalismo selvaggio” importa poco. Lui innalza sul proprio trattore lo striscione “Basta prese in giro” e snocciola nei suoi comizi le richieste di tutti i colleghi.

Primo: via le tasse dai terreni coltivabili. Secondo: abbassare l’età pensionistica a 60 anni per gli uomini e a 55 per le donne e raddoppiare l’entità degli esigui assegni di anzianità e di
vecchiaia. Terzo: assicurazione totale del raccolto perduto a causa di calamità naturali (vedi gli incendi che hanno sconvolto la Grecia negli ultimi due anni). Quarto: tutelare la produzione nazionale contro le imitazioni straniere. Quinto: abolire le tasse sull’acquisto di nuove macchine e sull’acquisto di carburante, per diminuire i costi di produzione. “Il governo non ha ancora capito la
disperazione di chi lavora la terra. Ci hanno detto che non hanno soldi, eppure il ministro ha ammesso che abbiamo avuto una perdita secca del 40 per cento del nostro reddito”. La loro richiesta? Un risarcimento di 300-350 milioni di euro.

A partecipare alla rivolta dei trattori sono sia i sindacati “azzurri” (conservatori, legati al partito Nuova democrazia che ha perso le ultime elezioni lo scorso ottobre) sia i sindacati di sinistra. “Se abbandonerete i blocchi stradali, perderete tutto” si è schierata dalla loro parte Aleka Papariga, leader del Partito comunista KKE, terza forza politica del Paese con circa il 10 per cento dei voti.

Il governo si trova in un vicolo cieco. Da una parte rischia il commissariamento da parte dell’Unione europea, la quale teme che il crollo dei titoli greci contagi anche quelli di altri Paesi deboli dell’euroclub (Irlanda, Portogallo, Spagna) colpendo la moneta unica. Dall’altra i trattori stanno bloccando la già difficile ripresa dell’economia. Al posto di frontiera fra Grecia e Bulgaria di Promachonas, si è fatto vedere persino il primo ministro bulgaro Boyko Borisov minacciando di ricorrere al Tribunale europeo contro la Grecia a causa della chiusura dei confini, chiusura che impedisce anche ai camionisti di Sofia di portare le loro merci verso il resto del vecchio Continente.

Come andrà a finire, con gli agricoltori che da un lato chiedono 350 milioni di euro, e dall’altra il governo Papandreu costretto ad annunciare a tutti i greci misure da “lacrime e sangue” per rendere credibile il proprio piano di risanamento che vede una riduzione al 3 % del deficit di qui al 2013?

Il governo prevede misure draconiane tra le quali l’innalzamento dell’età pensionistica fino a 67 anni, il congelamento degli stipendi dei dipendenti pubblici (se non il loro taglio del 20%), l’aumento della benzina. Proprio il contrario di quello che chiedono gli agricoltori, abituati, anche questo è vero, da decenni al “foraggio” fornito regolarmente dai fondi di mamma Bruxelles. Ora però l'Unione europea sta chiudendo i rubinetti: gli aiuti comunitari agli agricoltori ellenici saranno fortemente ridimensionati, un po’ a causa della crisi globale, un po’ a causa dell’ampliamento a 27 paesi membri, alcuni dei quali, come i paesi dei Balcani, sono spesso più bisognosi di sostegno della Grecia in questo campo.

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Inviato il 05/02/10 20:37:52

daniluca

 
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Messaggio n° 555701

ps
@ Laura: nel sito www.anen.gr compare la tratta Gythio-Kissamos!^_^

@ Ishtar...grazie x i tuoi interventi!!!!

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Inviato il 05/02/10 20:34:58

daniluca

 
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Messaggio n° 555700

Ciao Laura!

Creta è collegata anke con il Peloponneso, in particolare con Gythio.
Inoltre ci sono anke tanti traghetti Gythio-Kythira (dove partono più traghetti x Creta)...x cui dovresti riuscirci bene.

Anke a me piace molto greekferries.com

Ti invio anke la mail arrivata oggi dalla filippistour:
"Prenota prima e ottieni 50% di sconto sulle tariffe da catalogo!

• Offerta valida per prenotazioni con emissione del biglietto effettuate entro il 20.03.2010.


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Ancona- Igoumenitsa-Patrasso e vv
Bari-Igoumenitsa-Patrasso e vv
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Offerta non cumulabile.
• Lo sconto non si applica al supplemento carburante (se previsto).
• Per i passeggeri che viaggiano in 1. cabine tipo lusso, 2. tutte le categorie di cabine in rotta di Bari e 3.campeggio a bordo in rotta di Ancona, si applica lo sconto di 10% Early Booking.
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A causa delle continue variazioni del prezzo del carburante, la Superfast Ferries si riserva il diritto di ritoccare,modificare ed applicare in ogni momento un supplemento carburante.


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Tel: (+30) 210 4133182, 210 4133417
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Website: http://www.filippistours.gr/
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Magari puoi sentire se c'è un'offerta x le tratte ke ti interessano!;.)

Tienimi aggiornata, ciao!!!

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Inviato il 05/02/10 20:28:24

daniluca

 
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Messaggio n° 555699

Ciao Ishtar,
eh si faccelo xkè è davvero carina..poi cmq metti ke arrivi la mattina...alla sera riesci ad essere ad amorgos... o kouf...dipende...Effettivamente sono un pò scomode ma vale la pena alla grande x me!!! Poi sai le teste sono tante...;-)

Fammi saxe ke isola ti interessa ke poi ti passo i link sugli alloggi, ciao!

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