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NAMIBIA: itinerario di viaggio
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FASCINO NAMIBIANO
Il viaggio di Garbe
La domanda è frequente: perché la Namibia?
Il paese è lontano, poco conosciuto, desertico, pochissimo abitato e molto secco, ma se si desidera un’esperienza di viaggio in un ambiente estremo a contatto con paesaggi primordiali molto variabili e dai mille colori, spazi e silenzi enormi, e una fauna selvaggia che solo nei documentari è possibile vedere, bene questo è il viaggio adatto per affrontare l’Africa per la prima volta, in totale autonomia e con rischi bassissimi.
L’idea di scrivere questo diario di viaggio nasce dal ringraziamento che io e Sandra vogliamo fare a tutti quei viaggiatori che con i loro contributi pubblicati sul sito, hanno consentito che il nostro viaggio riuscisse nel migliore dei modi.
Il nostro viaggio è stato preparato in autonomia documentandoci nei mesi precedenti (internet, Loley Planet, riviste di viaggio, carte stradali) e definendo un itinerario che ci consentisse, nei limiti della disponibilità di tempo, di visitare le principali attrattive del paese; le zone visitate sono state: Namibia centrale, deserto del Namib, la costa Walvis Bay – Swakopmund, Skeleton Coast, Damaralamd, Ethosha.
Dall’Italia abbiamo provveduto tramite un’agenzia turistica alla prenotazione dei biglietti aerei (ottimo il volo con South Africa Airways), dei pernottamenti ed il noleggio della macchina (il fai da te su internet è possibile, ma non risultava così conveniente). E’ consigliabile prenotare in anticipo i pernottamenti poiché le strutture alberghiere sono poche, con limitate disponibilità e molto lontane tra loro (rischiare di non trovare una camera può significare 100 o 200 km in più di viaggio).
Noi abbiamo viaggiato nel periodo stagionale prossimo alla fine dell’inverno australe e le temperature medie variavano dai 10° della notte, o del primo mattino, ai 28 – 35° pomeridiani; l’umidità relativa era minore del 30%; cielo sempre splendente senza una nuvola e con vento o leggera brezza.
Rischi sanitari:
nessuno, non sono richieste e non sono necessarie vaccinazioni; ovviamente è bene usare le normali precauzioni comportamentali.
Viabilità:
solo le strade che collegano le principali città sono asfaltate, per il resto il fondo è di ghiaia (di varie forme e dimensioni), ciottoli, terra, sabbia, con tratti ben battuti alternati a tratti sconnessi e comunque piuttosto scivolosi; buona (oltre le aspettative!) la segnaletica stradale; noi abbiamo percorso 2700 km di cui 1800 non asfaltati; la velocità media di percorrenza nei tratti non asfaltati è stata 50 – 70 km/ora, ma complessivamente la guida è stata molto piacevole e divertente.
Consigli pratici:
indispensabile un mezzo fuoristrada 4x4 con buono stato delle gomme e doppia ruota di scorta; fare sempre il pieno ad ogni distributore; avere una buona scorta d’acqua (almeno 3 litri per persona) e di viveri; cappello, occhiali, creme protettive, binocolo e macchina fotografica sempre al seguito; può essere utile noleggiare un telefono satellitare perché la rete mobile è ben coperta solo nei principali centri abitati, mentre in alcune zone si è completamente isolati; quando si viene a contatto con la gente del posto (molto carina e disponibile) non avere fretta (i tempi namibiani non sono i nostri!).
Costi:
il grosso della spesa è rappresentato dai costi del volo aereo e noleggio del fuoristrada; il costo della vita è modesto se confrontato al nostro; la benzina costa 0.9 – 1 euro/litro; le uscite turistiche organizzate possono risultare costose.
Il nostro

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